IL MARKETING AGROALIMENTARE

lunedì 8 luglio 2013

Turismo Enogastronomico in Italia

Nel 2010 il 5% delle vacanze in Italia è stato motivato da interessi legati all’enogastronomia, la domanda turistica in questo ambito specifico risulta composta principalmente da stranieri, mentre  gli italiani rappresentano il 35,7% dei “turisti enogastronomici”. 
Le destinazioni preferite per il turismo enogastronomico sono la Toscana (15,9%), l’Emilia Romagna (10,6%) e la Puglia (8%); durante il soggiorno i turisti hanno speso mediamente 82 euro pro-capite per l’acquisto di beni e servizi, escludendo viaggio e alloggio.
Internet ha inciso sull’orientamento delle scelte di questa tipologia di vacanza per il 37,7% dei clienti; le attività prevalenti alle quali si dedica il turista sono nell’ordine di preferenza: le escursioni sul territorio, le degustazioni di prodotti tipici, la visita a musei e/o mostre.
Questi i dati diffusi attraverso la pubblicazione Impresa Turismo di Unioncamere su dati Osservatorio nazionale del Turismo. 
Il IX Rapporto Annuale dell'Osservatorio sul Turismo del Vino, realizzato dal Censis Servizi e promosso dall'associazione Città del Vino, conferma l’attuale dinamismo del mercato turistico enogastronomico.
In particolare emergono dallo studio interessanti considerazioni circa il profilo comportamentale del consumatore/turista nonché sulle le occasioni di consumo.
Il modello di consumo preferito dai giovani, per fare un esempio, è lo “snapping” (snack + supper), ovvero il recarsi in luoghi, ad esempio i wine bar, nei weekend o durante le vacanze, e degustare cibi tipici accompagnati da un calice di vino locale; ma c’è anche chi organizza il proprio viaggio per fare “food shopping” e andare direttamente “alla fonte” delle filiere produttive per degustare e acquistare prodotti tipici.
Tra le occasioni di turismo enogastronomico ci sono i “baccanali”, eventi evocativi ispirati alle antiche tradizioni, come banchetti medievali, i “saloni del gusto”, le fiere di vini e cibi; le “incursioni gustative” in località specializzate prossime al luogo in cui i turisti soggiornano per mostre, grandi eventi, viaggi di lavoro. Infine i “viaggi dedicati”, ovvero quelli di vero e proprio turismo enogastronomico, di durata variabile, dai week-end a 4/5 giorni in territori altamente vocati, dove ci si dedica alla visita delle cantine, alle degustazioni, alle cene tipiche. 
E’ stata inoltre condotta un’indagine qualitativa attraverso un sondaggio sui cosiddetti “enoturisti” che ha fatto emergere come la qualità del territorio sia il primo elemento che caratterizza la scelta della meta per i turisti enogastronomici. Tale dato sottolinea quanto sia forte il legame tra territorio e prodotti della filiera enogastronomica e quanto questo legame sia in grado di caratterizzare l’offerta turistica di una destinazione diventando, nel contempo, strumento di promozione capace di rappresentare il territorio stesso sul mercato.
Il Ministro delle Politiche agricole e il Ministro del Turismo, si pone l’obiettivo di valorizzare il sistema “turismo & agroalimentare”, attraverso la creazione di distretti turistico–agroalimentari a livello nazionale, con nuovi itinerari di eccellenza finalizzati alla promozione dell’immagine del brand Italia.
La convenzione mira a valorizzare e promuovere in maniera integrata il sistema turistico e quello agroalimentare e rurale del nostro Paese. Tra gli obiettivi programmatici del documento ci sono: il coordinamento delle azioni di comunicazione istituzionale, la definizione di un programma nazionale di valorizzazione del sistema turistico-agroalimentare e di progetti pilota di valorizzazione integrata dei sistemi locali; la definizione di distretti ''turistico-agroalimentari'' e di itinerari enogastronomici; la valorizzazione dell'immagine dell'Italia attraverso la promozione e la comunicazione delle eccellenze enogastronomiche italiane. 

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